
- Multe bloccate nel 2026?
- Perché il diesel costa di più?
- La benzina scende davvero?
- Quanto aumenterà l’Rc auto per gli automobilisti?
Il 2026 si aprirà con cambiamenti rilevanti per milioni di automobilisti italiani, con effetti diretti su multe stradali, carburanti, diesel, benzina e Rc auto. Alcune misure porteranno benefici immediati, altre determineranno aumenti certi delle spese legate alla mobilità. Il Codacons ha stimato l’impatto complessivo di queste novità sulle tasche delle famiglie, mettendo in evidenza vincitori e vinti delle nuove regole.
Aumentano le multe stradali nel 2026?
La risposta è no. Una delle poche notizie positive riguarda proprio le multe stradali, che non subiranno aumenti nel 2026. Il decreto Milleproroghe approvato dal governo ha infatti bloccato l’aggiornamento automatico degli importi delle sanzioni del Codice della strada, che sarebbe dovuto scattare dal 1° gennaio in base all’inflazione.
Secondo quanto previsto dall’articolo 195 del Codice della strada, le sanzioni amministrative pecuniarie vengono aggiornate ogni due anni sulla base della variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo. In assenza dello stop governativo, gli importi sarebbero aumentati di circa il 2%.
Senza il congelamento, il divieto di sosta sarebbe passato da 42 a 43 euro, l’accesso alle Ztl da 87 a 89 euro, il passaggio con semaforo rosso da 167 a 170 euro, il mancato uso delle cinture di sicurezza da 83 a 85 euro e l’uso del cellulare alla guida da 250 a 255 euro. Più pesante l’incremento per le infrazioni gravi, come l’eccesso di velocità oltre i 60 km/h, che sarebbe salito da 845 a 862 euro.
Quello deciso per il 2026 è il terzo blocco consecutivo degli aumenti. Già la legge di bilancio 2023 aveva evitato una stangata del 15,6%, prorogando poi il congelamento anche per il 2025. L’ultimo adeguamento effettivo delle multe risale al 2019.
Perché il diesel costerà di più dal 1° gennaio 2026?
Le cattive notizie arrivano dal fronte dei carburanti, in particolare per chi guida un’auto a diesel. Dal 1° gennaio 2026 entrerà in vigore il riallineamento delle accise sul gasolio, fortemente voluto dal governo. L’aumento sarà pari a 4,05 centesimi di euro al litro, con un incremento delle entrate fiscali stimato in 552 milioni di euro nel solo 2026.
Considerando anche l’Iva al 22%, un pieno di diesel da 50 litri costerà 2,47 euro in più rispetto a oggi. Su base annua, ipotizzando due pieni al mese, l’aumento di spesa sarà di circa 59,3 euro per autovettura.
Il conto diventa ancora più salato se si aggiunge l’aumento di 1,5 centesimi già entrato in vigore lo scorso maggio: il rincaro complessivo arriva così a 3,38 euro a pieno, pari a oltre 81 euro l’anno per ogni automobilista.
La riduzione dell’accisa sulla benzina farà scendere i prezzi?
La manovra prevede una riduzione equivalente dell’accisa sulla benzina, ma secondo il Codacons il beneficio rischia di restare solo teorico. In passato, infatti, gli aumenti sul gasolio si sono riflessi immediatamente sui prezzi alla pompa, mentre i tagli sull’accisa della benzina verde hanno prodotto ribassi minimi e poco visibili per i consumatori.
Il rischio concreto è che il prezzo della benzina non scenda in modo proporzionale, lasciando invariata la spesa per milioni di automobilisti nonostante la riduzione fiscale annunciata.
L’Rc auto aumenterà nel 2026?
Sì, dal gennaio 2026 sono attesi nuovi rincari anche per l’Rc auto. Un emendamento inserito nel disegno di legge di bilancio innalza dal 2,5% al 12,5% l’aliquota relativa alle coperture per infortunio del conducente e assistenza stradale, per i contratti stipulati o rinnovati dal prossimo anno.
La misura garantirà allo Stato un gettito stimato in 115 milioni di euro, ma l’aumento sarà trasferito direttamente sugli assicurati attraverso premi più alti. Un aggravio che si inserisce in un contesto già critico per i consumatori.
Quanto è aumentata l’Rc auto negli ultimi anni?
I prezzi dell’Rc auto sono già in forte crescita. Secondo i dati Ivass, dal 2022 a oggi il costo medio di una polizza è aumentato del 17,5%. Si è passati da una media di 353 euro a gennaio 2022 a 415 euro nel secondo trimestre del 2025, con un aumento complessivo di 62 euro a polizza.
Un trend che, secondo il Codacons, rischia di proseguire anche nel 2026, aggravando ulteriormente il peso di assicurazione auto, carburanti e costi di gestione dell’auto sui bilanci delle famiglie italiane.