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Genoma e stile di vita: i segreti della longevità di María Branyas

| 26 Settembre 2025

Scopri come genoma, microbioma e abitudini di vita hanno contribuito alla longevità di María Branyas Morera fino a 117 anni.


Supercentenaria Mar%C3%ADa Branyas Morera

  • Quali geni e abitudini hanno permesso a María Branyas di vivere fino a 117 anni?
  • La longevità estrema dipende solo dalla genetica?

Il segreto della longevità svelato nel genoma di Maria Branyas

L’analisi del genoma e dello stile di vita di María Branyas Morera ha fornito nuove informazioni sui fattori che possono contribuire a una longevità eccezionale. Lo studio, pubblicato su Cell Reports Medicine e riportato da Nature, è stato condotto dal team guidato da Manel Esteller dell’Università di Barcellona e si è concentrato sulla donna che, fino alla sua morte il 19 agosto 2024, è stata la persona più longeva del mondo, raggiungendo i 117 anni.

Studio multiómico e analisi comparativa

I ricercatori hanno effettuato uno studio multiómico di alto rendimento, analizzando il genoma, il microbioma e l’epigenoma di Branyas Morera e confrontando i risultati con quelli di coorti di donne di varie età nella stessa regione catalana. Questa strategia ha permesso di distinguere i cambiamenti molecolari legati all’invecchiamento da quelli associati a problemi di salute. Secondo Esteller, “è possibile distinguere i cambiamenti molecolari dovuti all’età da quelli legati a malattie”.

Telomeri corti ma salute preservata

Uno dei risultati più rilevanti riguarda la lunghezza dei telomeri di Branyas Morera. Nonostante fossero eccezionalmente corti, caratteristica solitamente associata a malattie legate all’età, la supercentenaria non presentava tali patologie. “La perdita di telomeri non è necessariamente collegata a una malattia, ma semplicemente all’età”, ha spiegato Esteller.

Varianti genetiche protettive

Lo studio ha inoltre identificato varianti genetiche che proteggono da malattie cardiovascolari, deterioramento cognitivo e diabete, senza evidenziare varianti associate a un rischio maggiore di Alzheimer. “Presentava geni collegati alla longevità estrema anche in altre specie, come cani e mosche”, ha aggiunto Esteller.

Alimentazione, metabolismo e sistema immunitario

La genetica non è stata l’unico fattore determinante. Gli esami del sangue hanno mostrato livelli bassi di colesterolo LDL e alti di colesterolo HDL, suggerendo un metabolismo lipidico efficiente. Inoltre, i marcatori di infiammazione erano ridotti e il sistema immunitario rimaneva robusto: a 113 anni, Branyas è stata la persona più anziana in Spagna a superare la COVID-19.

Microbioma intestinale e longevità

Il microbioma intestinale di Branyas Morera era particolarmente sano, con elevate concentrazioni di Bifidobacterium, batteri benefici per l’intestino e l’organismo. Questo profilo, tipico di una persona giovane, era probabilmente favorito dalla sua dieta, che includeva tre porzioni quotidiane di yogurt, insieme a uno stile di vita caratterizzato da dieta mediterranea ed esercizio regolare.

Longevità e abitudini di vita

Il team di ricerca ha sottolineato che, sebbene i geni rappresentino un fattore importante, ciò che conta è “come li si gioca”, riferendosi all’influenza delle scelte di vita. La disponibilità di Branyas a collaborare con la ricerca è stata apprezzata dagli scienziati: “Era molto umile, diceva: ‘Il mio unico merito è essere viva’”.

Limiti dello studio e prospettive future

Nonostante l’ampiezza dell’indagine, gli autori riconoscono che lo studio si basa su un solo caso. La genetista Mayana Zatz ha suggerito la necessità di confrontare i risultati con altri supercentenari per confermare i dati. Gli autori hanno sottolineato come la longevità estrema dimostri che età avanzata e buona salute possono coesistere, e che questi processi possono essere analizzati a livello molecolare.

La vita di María Branyas Morera

La longevità di Branyas è stata favorita da una dieta mediterranea equilibrata, attività fisica moderata e assenza di abitudini dannose come tabacco e alcol. La sua residenza a Olot, in Catalogna, nota per la qualità della vita, ha avuto un ruolo significativo.

Nata a San Francisco il 4 marzo 1907, da genitori spagnoli e messicani emigrati negli Stati Uniti, visse a Texas e New Orleans prima di tornare in Spagna nel 1915. Nel corso della sua vita ha assistito a eventi storici come la guerra civile spagnola, la Seconda Guerra Mondiale, la pandemia di influenza del 1918 e il Covid-19.