
- Cosa muove migliaia di stelle nella Via Lattea?
- Cos’è la grande onda galattica scoperta da Gaia ESA?
Una gigantesca onda galattica scuote la Via Lattea, spingendo migliaia di stelle
Un’onda galattica di proporzioni senza precedenti si sta propagando attraverso la Via Lattea, spostando migliaia di stelle e modificando il tessuto dinamico della nostra galassia. Gli scienziati non hanno ancora individuato con certezza l’origine di questo fenomeno cosmico.
La scoperta della “Grande Onda” nella nostra galassia
La presenza della grande onda è stata rilevata grazie ai dati raccolti dal telescopio spaziale Gaia, dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Gaia ha monitorato con estrema precisione la posizione e i movimenti di milioni di stelle, fornendo agli astronomi una mappa dettagliata della dinamica della Via Lattea.
Secondo gli esperti ESA, l’onda interessa stelle situate tra 30.000 e 65.000 anni luce dal centro galattico, coinvolgendo una porzione significativa della galassia, che ha un diametro complessivo di circa 100.000 anni luce. Nonostante l’ampiezza del fenomeno, la causa rimane un mistero: potrebbe trattarsi di una collisione passata con una galassia nana, ma sono necessarie ulteriori analisi per confermare questa ipotesi.
I risultati della ricerca sono stati pubblicati il 14 luglio sulla rivista scientifica Astronomy & Astrophysics, attirando grande interesse nel mondo dell’astrofisica.

Come Gaia ha mappato il movimento delle stelle
Per quasi dodici anni, Gaia ha osservato le velocità e i movimenti delle stelle nel disco della Via Lattea. Già nel 2020 il telescopio aveva rilevato che il disco galattico oscilla come una trottola. La recente scoperta dell’onda è stata possibile tracciando i movimenti di giovani stelle giganti e stelle Cepheid, note per le loro variazioni di luminosità prevedibili.
Secondo l’ESA, il fatto che sia le stelle giganti che le Cepheid seguano il movimento dell’onda suggerisce che anche il gas presente nel disco galattico possa partecipare a questa grande increspatura. Le giovani stelle, nate da questo gas, potrebbero quindi conservare memoria della sua dinamica originaria, contribuendo a mappare la propagazione dell’onda.
L’analogia con “la Ola” negli stadi
Gli astronomi descrivono il fenomeno come una sorta di “Wave” negli stadi: quando il pubblico si alza e si siede in sequenza, si crea un movimento collettivo visibile dall’alto. In modo simile, osservando la Via Lattea di taglio, si notano movimenti verticali che formano increspature lungo tutto il disco galattico.
Le frecce che rappresentano questi movimenti mostrano chiaramente come l’onda si propaghi su larga scala, confermando il comportamento previsto per un fenomeno ondulatorio. L’autrice principale dello studio, Eloisa Poggio, astronoma presso l’Istituto Nazionale di Astrofisica di Torino, ha dichiarato:
“Il comportamento osservato è coerente con quanto ci aspetteremmo da una vera onda galattica”.

Connessione con la Radcliffe Wave
La nuova onda galattica potrebbe essere correlata a una struttura già nota agli scienziati: la Radcliffe Wave. Questa piccola onda si trova a circa 500 anni luce dal Sole e si estende per circa 9.000 anni luce nello spazio.
Poggio precisa però che:
“La Radcliffe Wave è molto più piccola e si trova in una porzione diversa del disco galattico rispetto alla grande onda scoperta. Le due strutture potrebbero essere collegate, ma serviranno ulteriori ricerche per confermare eventuali correlazioni”.
Implicazioni scientifiche della scoperta
La rilevazione di questa onda nella Via Lattea apre nuove prospettive nello studio della dinamica galattica. Comprendere le cause di questi movimenti può aiutare gli astronomi a ricostruire la storia evolutiva della galassia e a studiare l’interazione tra stelle e gas interstellare.
Inoltre, il fenomeno può offrire spunti importanti per capire come le galassie reagiscono a interazioni con corpi celesti esterni, come galassie nane o ammassi stellari, e come si formano nuove generazioni di stelle.
Il futuro delle osservazioni galattiche
Grazie ai dati di Gaia e ai prossimi telescopi spaziali in programma, gli astronomi sperano di mappare in dettaglio altre increspature e movimenti nella Via Lattea, migliorando la comprensione delle onde galattiche e dei processi dinamici che modellano la nostra galassia.
La scoperta conferma l’importanza di osservazioni precise e a lungo termine, mostrando che la Via Lattea è un ambiente dinamico e in continua evoluzione, con fenomeni che fino a pochi anni fa erano invisibili agli occhi della scienza moderna.