
- Un tunnel collega il Sistema Solare al Centauro?
- Come è stato scoperto e cosa rivela sulla nostra posizione nella Via Lattea?
Scoperto un tunnel interstellare che collega il Sistema Solare con la costellazione del Centauro
Un nuovo studio astrofisico ha rivelato l’esistenza di un presunto tunnel interstellare che unirebbe la bolla di gas caldo che circonda il nostro Sistema Solare con una superbolla situata nella costellazione del Centauro, dove si trova anche Proxima Centauri, la stella più vicina al Sole. La scoperta è frutto dei dati raccolti dal telescopio spaziale eROSITA, in grado di mappare l’intera sfera celeste ogni sei mesi.
La Bolla Calda Locale: un ambiente di gas a milioni di gradi
Il nostro Sistema Solare è immerso nella cosiddetta Bolla Calda Locale (Local Hot Bubble, LHB), una vasta regione di gas rarefatto a temperature di milioni di gradi che emette raggi X. Conosciuta da oltre cinquant’anni, questa bolla ha permesso agli scienziati di spiegare la presenza di un fondo diffuso di raggi X a bassa energia.
Grazie al mappaggio 3D realizzato dall’eROSITA, il team del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics (Germania) ha osservato forti variazioni di temperatura all’interno della LHB, legate a esplosioni di supernova che ne hanno modificato dimensioni e struttura.

La scoperta del tunnel interstellare
Il dato più sorprendente riguarda la presenza di un canale di collegamento tra la bolla che avvolge il Sistema Solare e una superbolla in Centauro. Secondo gli studiosi, questo tunnel cosmico rappresenterebbe un’apertura nel mezzo interstellare freddo, individuata grazie alla sensibilità senza precedenti di eROSITA.
Michael Freyberg, coautore della ricerca pubblicata su Astronomy & Astrophysics, sottolinea che questa struttura non era mai stata rilevata prima, neppure dal precedente osservatorio ROSAT, attivo negli anni Novanta.
Un nuovo atlante tridimensionale della Via Lattea
Per costruire questo modello, i ricercatori hanno suddiviso l’emisfero galattico in oltre 2.000 sezioni, analizzando la luce emessa e confrontando la densità del gas caldo con quella delle nubi molecolari fredde situate ai margini della LHB. Ne è risultato il più dettagliato atlante tridimensionale della nostra regione cosmica mai realizzato.
Il Nord Galattico appare più freddo rispetto al Sud Galattico, e la LHB sembra estendersi soprattutto verso i poli della Via Lattea, in accordo con osservazioni già ipotizzate tre decenni fa.
Una rete di tunnel cosmici
Gli studiosi ipotizzano che il tunnel del Centauro sia parte di una vera e propria rete di tunnel di gas caldo, modellata dall’azione congiunta di venti stellari, supernovae e getti provenienti da stelle neonate. Questo insieme di fenomeni, definito retroalimentazione stellare, contribuisce a plasmare la struttura stessa della Via Lattea.
Non è il primo collegamento individuato: era già noto il tunnel di Canis Majoris, che sembra unire la LHB alla Nebulosa Gum, un’altra superbolla distante.
Il ruolo del Sole nella Bolla Calda Locale
Un aspetto affascinante riguarda la posizione del Sole. Secondo l’astrofisico Gabriele Ponti, il nostro sistema stellare è entrato nella LHB soltanto pochi milioni di anni fa, un intervallo brevissimo rispetto ai suoi 4,6 miliardi di anni di età. La sua collocazione quasi centrale nella bolla sarebbe quindi una semplice coincidenza, resa ancora più suggestiva dal fatto che il Sole continua a muoversi all’interno della galassia.
Un nuovo sguardo sull’universo vicino
Questa ricerca non solo migliora la comprensione della struttura del mezzo interstellare, ma apre nuove prospettive sul modo in cui supernove ed esplosioni stellari modellano l’ambiente cosmico. Il tunnel interstellare verso Centauro potrebbe rappresentare la chiave per esplorare le connessioni tra le superbubble galattiche, offrendo una nuova visione del nostro posto nella Via Lattea.
Note:
- Immagine di copertina: Modello 3D del vicinato solare.\u00A0La barra dei colori rappresenta la temperatura dell”LHB colorata sulla superficie dell”LHB. La direzione del Centro Galattico (GC) e del Nord Galattico (N) è mostrata in basso a destra. Credito: Michael Yeung / MPE