
- Quali sono le detrazioni fiscali 2025?
- Come funzionano i bonus casa?
- Chi può richiederli e con quali regole?
Detrazioni fiscali ristrutturazioni 2025: come funzionano sugli immobili a reddito
I lavori di ristrutturazione rendono un immobile più competitivo sul mercato, sia in caso di vendita sia per l’affitto. Interventi su impianti, isolamento termico, infissi, bagno e cucina incidono sui consumi e sul valore della casa. Sebbene spesso si tratti di opere costose, nel 2025 i proprietari possono ancora contare sulle detrazioni fiscali, uno “sconto Irpef” distribuito in dieci anni, che riduce i tempi di rientro dell’investimento.
Il quadro normativo distingue tra prima casa e altre abitazioni: i proprietari che ristrutturano la casa in cui vivono hanno diritto a una percentuale maggiore rispetto a chi interviene su immobili destinati ad affitto o vendita.
Detrazioni e deduzioni: le differenze
Le detrazioni fiscali riducono direttamente l’imposta Irpef, mentre le deduzioni agiscono sul reddito imponibile. Nel caso delle ristrutturazioni, il contribuente può ripartire la detrazione in dieci anni, con quote annuali che alleggeriscono l’impatto delle spese sostenute.
Le agevolazioni non incidono sul preventivo dell’impresa, ma sul carico fiscale del proprietario. La normativa stabilisce:
- 50% di detrazione per la prima casa fino a un massimo di 96.000 euro di spesa per unità immobiliare;
- 36% di detrazione per seconde case e immobili a reddito, sempre con tetto massimo di 96.000 euro;
- dal 2026 le aliquote scenderanno progressivamente al 36% per la prima casa e al 30% per le altre abitazioni.

Bonus casa 2025: quali scegliere
Chi ristruttura un immobile da mettere a reddito può accedere a diversi bonus edilizi:
- Bonus Ristrutturazione: 36% per seconde case nel 2025, che scenderà al 30% nel biennio 2026-2027.
- Ecobonus e Sismabonus: incentivi distinti e non cumulabili con il Bonus Ristrutturazione. Consentono di ottenere detrazioni specifiche per interventi di risparmio energetico e sicurezza antisismica.
- Dal 1° gennaio 2025 non sono più detraibili le spese per l’installazione di caldaie alimentate esclusivamente da combustibili fossili. Restano invece ammesse soluzioni ibride e sistemi a pompa di calore.
Chi può beneficiare delle detrazioni
Le agevolazioni spettano per gli immobili residenziali, indipendentemente dalla destinazione (affitto lungo, locazione turistica o abitazione lasciata sfitto). Sono esclusi gli immobili strumentali delle imprese.
In caso di ristrutturazioni effettuate dall’inquilino, le spese sono detraibili se fatture e bonifici sono intestati a lui, con possibilità di portare in detrazione le rate residue anche dopo la scadenza del contratto. Le quote non utilizzate si trasferiscono automaticamente in caso di vendita, successione o donazione.
Interventi edilizi ammessi
Gli interventi detraibili comprendono:
- Efficienza energetica: sostituzione infissi, coibentazioni, impianti fotovoltaici, pompe di calore, domotica.
- Accessibilità: installazione ascensori, montascale, rampe, eliminazione barriere architettoniche.
- Sicurezza e qualità: rifacimento bagni e impianti, autorimesse pertinenziali, sistemi di videosorveglianza, riduzione rumore.
- Parti comuni condominiali: rifacimento tetto e facciata, scale, cortili, colonne di scarico, contabilizzazione del calore.
Restano esclusi i lavori di manutenzione ordinaria all’interno della singola abitazione, come tinteggiatura e finiture.

Regole per i condomini
Nei condomini ordinari la detrazione si calcola in base alle quote millesimali, con pagamento tramite bonifico parlante. L’amministratore certifica le spese da riportare nella dichiarazione.
Nei condomini minimi (fino a 8 proprietari senza codice fiscale), il pagamento deve essere effettuato da un condomino con il proprio codice fiscale. Ogni partecipante indicherà poi la propria quota in dichiarazione.
Documenti e procedure per ottenere la detrazione
Per accedere agli incentivi è fondamentale rispettare gli adempimenti burocratici:
- Edilizia libera: tinteggiature e piccoli lavori senza titolo.
- CILA: manutenzione straordinaria interna, infissi senza modifiche strutturali.
- SCIA: interventi su strutture e prospetti.
- Permesso di costruire: demolizioni, ricostruzioni e ampliamenti.
Il pagamento deve essere tracciabile con bonifico parlante, riportando causale, codice fiscale del beneficiario e P.IVA dell’impresa. La banca applica una ritenuta dell’8% sull’importo, senza ridurre la spesa detraibile.
Se il bonifico è errato, la detrazione resta valida se l’impresa rilascia dichiarazione sostitutiva che conferma l’incasso corretto.
Considerazioni finali
Le detrazioni ristrutturazione 2025 rappresentano un’opportunità concreta per chi vuole valorizzare immobili da mettere a reddito, riducendo i tempi di recupero delle spese. Conoscere regole, aliquote e procedure è fondamentale per pianificare interventi efficaci e sfruttare al meglio i benefici fiscali.