Vai al contenuto

Industria cinese: la rivoluzione robotica che spaventa l’Occidente

| 15 Ottobre 2025

Le fabbriche cinesi dominano l’automazione mondiale e mettono in allarme l’industria occidentale, da Ford a Renault.


robotica cinese fabbriche automazione

  • Perché la robotica cinese preoccupa l’Occidente?
  • Le fabbriche del futuro sono già in Cina?
  • L’industria europea può ancora competere?

Il livello di tecnologia nelle industrie cinesi mette in allarme i leader automobilistici occidentali

Jim Farley, amministratore delegato di Ford, ha descritto come «la cosa più umiliante» l’avanzamento tecnologico osservato durante il suo recente viaggio in Cina. Altre voci del mondo imprenditoriale concordano: le visite a grandi stabilimenti manifatturieri cinesi avrebbero mostrato processi altamente automatizzati con una presenza umana minima o quasi nulla.

Automazione e robotica nelle fabbriche cinesi

Imprenditori come Andrew Forrest (Fortescue) e Greg Jackson (Octopus) riportano scene di linee produttive dove i robot industriali svolgono la maggior parte delle operazioni, fino al punto da rendere superfluo l’uso delle luci nelle “grandi fabbriche oscure”. Secondo questi manager, molte aree di produzione appaiono quasi deserte: pochi operatori controllano macchine che assemblano componenti autonomamente.

jim farley ford cina robot industria
Fabbriche cinesi sempre più automatizzate: la nuova frontiera della robotica industriale.

Crescita dei robot industriali: numeri e confronto internazionale

I dati ufficiali confermano una rapida diffusione della robotica in Cina: il paese è passato da decine di migliaia a oltre due milioni di robot impiegati nella produzione industriale nell’ultimo decennio. Solo nell’ultimo anno si sarebbero aggiunti centinaia di migliaia di nuovi robot, un incremento molto superiore rispetto a paesi come Stati Uniti e Germania.

Impatti sulle catene di fornitura e sulla competitività globale

Gli esperti sottolineano che l’adozione massiccia di automazione rafforza l’influenza della Cina nelle catene di fornitura mondiali e accresce il suo potenziale militare-industriale in scenari di crisi. Al tempo stesso, analisti come Rian Whitton evidenziano che molte iniziative cinesi mirano a compensare l’invecchiamento della popolazione nazionale, automatizzando processi per mantenere la produttività.

byd auto crescita vendite cina
BYD e altri marchi cinesi superano Renault e Land Rover nel mercato europeo.

Politiche industriali e strategia nazionale

Programmi come “Made in China” e politiche note come jiqi huanren (ossia «sostituire l’uomo con la macchina») sono stati indicati come fattori chiave nella strategia di Pechino per promuovere l’industrializzazione tecnologica e ottenere vantaggi competitivi a livello globale.

Esempi di mercato: il caso BYD

Il risultato di queste politiche e investimenti tecnologici è visibile anche nel mercato automobilistico: produttori cinesi come BYD hanno registrato crescite delle vendite molto rapide, arrivando a superare marchi consolidati in alcuni paesi, inclusi Renault e Land Rover nel Regno Unito.

Conseguenze per l’industria automobilistica occidentale

Leader come Jim Farley avvertono che la competizione non riguarda solo i veicoli elettrici ma l’intero ecosistema produttivo. Per aziende come Ford, il rischio è avere un futuro compromesso se non verranno adottate contromisure strategiche e investimenti tecnologici adeguati.

Prospettive future dell’industria globale

La trasformazione tecnologica delle fabbriche cinesi — guidata da massicci investimenti in robotica e automazione e sostenuta da politiche industriali nazionali — sta ridefinendo equilibri competitivi e catene di fornitura a livello globale. Le reazioni dei dirigenti occidentali sottolineano la portata del cambiamento e la necessità per le imprese estere di ripensare le proprie strategie produttive e di innovazione.