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Il cervello dei musicisti mostra una straordinaria resistenza al dolore

| 29 Settembre 2025

Scopri come la musica e l’allenamento musicale influenzano il cervello e aiutano a ridurre la percezione del dolore.


musica cervello dolore

  • La musica può modificare il cervello?
  • L’allenamento musicale influisce sul dolore?
  • Scopri i legami tra musica, mente e resilienza fisica.

Come la Musica Modifica il Cervello e la Percezione del Dolore

La musica non è solo un’arte: può influenzare profondamente il cervello e persino modificare la percezione del dolore. Recenti studi suggeriscono che l’allenamento musicale a lungo termine non solo migliora le capacità motorie e cognitive, ma può anche creare una sorta di “scudo” contro il dolore fisico.

I Benefici della Musica sul Cervello

Numerose ricerche mostrano che imparare a suonare uno strumento musicale ha effetti positivi sulla memoria, sull’apprendimento linguistico e sulle abilità motorie. La pratica costante stimola la plasticità cerebrale, contribuendo a mantenere il cervello più giovane e reattivo.

allenamento musicale resilienza
I musicisti mostrano una maggiore resilienza al dolore grazie alla plasticità cerebrale sviluppata con l’allenamento musicale.

Il Dolore e il Cervello

Il dolore attiva risposte complesse nel corpo e nel cervello, modificando attenzione, movimento e comportamento. Ad esempio, toccare una pentola calda induce a ritirare la mano immediatamente grazie ai segnali di allerta inviati dal cervello.

Nei casi di dolore persistente, il cervello può ridurre l’attività nella corteccia motoria – l’area che controlla i muscoli – per proteggere la parte del corpo ferita. Tuttavia, se questo segnale dura troppo a lungo, possono verificarsi conseguenze negative: riduzione della mobilità, aumento del dolore e alterazioni nella mappa corporea cerebrale, ossia l’area che coordina i movimenti muscolari.

Musica e Percezione del Dolore

I ricercatori hanno voluto capire se l’allenamento musicale potesse influenzare la percezione del dolore. Lo studio ha coinvolto musicisti e non musicisti, inducendo dolore temporaneo alle mani con una sostanza sicura chiamata nerve growth factor.

Attraverso la stimolazione magnetica transcranica (TMS), gli scienziati hanno mappato l’attività cerebrale prima e dopo il dolore per confrontare le risposte dei due gruppi.

plasticita cerebrale musicisti
La pratica musicale a lungo termine può rimodellare le mappe cerebrali e ridurre la percezione del dolore nelle mani.

Differenze tra Musicisti e Non Musicisti

I risultati hanno mostrato differenze significative:

  • I musicisti avevano una mappa cerebrale della mano più dettagliata anche prima dell’induzione del dolore.
  • Dopo il dolore, i musicisti riportavano meno disagio e la loro mappa cerebrale rimaneva stabile.
  • Nei non musicisti, la mappa cerebrale si riduceva già dopo due giorni, aumentando la percezione del dolore.
  • Più ore di pratica musicale erano correlate a una minore sensibilità al dolore.

Implicazioni dello Studio

Questi dati suggeriscono che la pratica musicale a lungo termine può creare una sorta di resilienza cerebrale, modificando la percezione del dolore e la risposta motoria del cervello.

Sebbene la musica non sia una cura per il dolore cronico, lo studio offre nuovi spunti per comprendere perché alcune persone siano più resistenti al dolore e come sviluppare terapie innovative che “rieduchino” il cervello nelle persone che soffrono di dolore persistente.

Musica e Resilienza: Lezioni dal Cervello

L’esperienza quotidiana dei musicisti non si limita a migliorare le abilità tecniche: può letteralmente rimodellare il cervello, influenzando anche la percezione di sensazioni fondamentali come il dolore. Questi risultati aprono nuove prospettive sul legame tra musica, plasticità cerebrale e resilienza fisica.

Domande Chiave

1) Come influisce il dolore sul cervello?
Riduce l’attività nella corteccia motoria e può restringere le mappe corporee cerebrali, aumentando il dolore nel tempo.

2) Cosa hanno scoperto i ricercatori sui musicisti?
I musicisti riportano meno dolore e le loro mappe cerebrali rimangono stabili anche dopo dolore indotto.

3) Perché è importante?
Indica che la pratica musicale a lungo termine può aumentare la resilienza al dolore rimodellando i circuiti cerebrali.