
- Come funziona un mouse a forma di anello?
- Può sostituire il mouse tradizionale?
- È utile per AR, VR e dispositivi indossabili?
picoRing: il mouse ad anello per AR, VR e dispositivi indossabili
I ricercatori hanno sviluppato un mouse leggero che si indossa come un anello e può funzionare per oltre un mese con una singola ricarica.
Chiamato picoRing, il dispositivo pesa appena 5 grammi ed è pensato come un’alternativa discreta e a basso consumo energetico ai mouse tradizionali.
Controllo intuitivo per AR e VR
Gli ideatori vedono il picoRing come una soluzione ideale per controllare sistemi di realtà aumentata (AR) e realtà virtuale (VR), dove il controllo compatto e senza mani offre un vantaggio pratico rispetto ai dispositivi standard. Gli utenti possono scorrere e interagire con interfacce virtuali tramite piccoli gesti delle mani, rendendo il picoRing perfetto per ambienti con poco spazio sulla scrivania.

Potenzialità di monitoraggio della salute
Poiché l’anello è a contatto diretto con la pelle, le versioni future potrebbero anche monitorare frequenza cardiaca, livelli di stress e altri indicatori di salute. Combinare queste funzionalità con il controllo delle interazioni potrebbe aprire la strada a dispositivi indossabili multifunzionali, spiegano i ricercatori.
Ryo Takahashi, assistente professore presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Sistemi Informativi dell’Università di Tokyo, ha dichiarato:
“Sebbene sia ancora un prototipo, il picoRing potrebbe avere diversi effetti utili sul modo in cui le persone interagiscono con la tecnologia. Offre un controllo discreto e intuitivo, particolarmente utile in AR, e potrebbe diventare una piattaforma per sensori per la salute o altre innovazioni.”
Un nuovo standard tra i dispositivi indossabili
Il classico mouse per computer esiste da quasi 60 anni e, pur essendo stato perfezionato nel tempo, i tentativi di ripensarlo radicalmente non hanno mai preso piede. I ricercatori sperano che il picoRing, con il suo design compatto e l’autonomia di un mese, possa distinguersi soprattutto mentre altri dispositivi indossabili a forma di anello stanno guadagnando popolarità.

“I precedenti smart ring soffrivano di una vita utile breve a causa delle batterie piccole da 50-60 milliwattora, che faticavano ad alimentare i componenti di comunicazione necessari”, spiega Takahashi. “Per risolvere questo problema, il picoRing utilizza centinaia di volte meno energia, circa 30-500 microwatt.”
Batteria innovativa e sistema semi-PIT
L’autonomia eccezionale deriva da un sistema di alimentazione unico chiamato telemetria induttiva semi-passiva (semi-PIT), che collega l’anello a un braccialetto che funge da ponte tra il dispositivo e l’anello stesso.
Il sistema utilizza una bobina di filo, simile a quelle dei caricabatterie wireless, con piccoli condensatori lungo la lunghezza. Questo aumenta i campi magnetici che trasmettono i segnali tra anello e braccialetto, estendendo la portata senza necessità di amplificatori esterni.
Grazie a questo meccanismo, l’anello può usare componenti molto più deboli e a basso consumo rispetto ad altri wearable wireless. Sistemi standard come Bluetooth o NFC sarebbero troppo energivori o limitati a brevi distanze.
Limiti e sviluppi futuri
Come molti prototipi, il picoRing presenta ancora alcune limitazioni: il dispositivo è leggermente ingombrante e può essere soggetto a interferenze. Al momento supporta solo input di base come scorrimento e clic.
I ricercatori prevedono che versioni future saranno più piccole, più reattive e più facili da usare quotidianamente. Tuttavia, non sostituiranno completamente il mouse tradizionale per attività intensive in ufficio.
“Per lavori d’ufficio prolungati, come fogli di calcolo o sessioni di editing, un mouse standard resta più comodo. Ma man mano che la tecnologia migliora, il picoRing potrebbe diventare un’alternativa leggera per uso mobile o occasionale”, conclude Takahashi.