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Dead Internet Theory: come i bot stanno cambiando il web

| 16 Ottobre 2025

La Dead Internet Theory (in italiano Teoria del Web morto) svela come bot e intelligenza artificiale stiano trasformando il web in un ecosistema di contenuti automatici.


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  • Il web è davvero controllato dai bot?
  • Quanto è reale ciò che leggiamo online?
  • E cosa può fare l’utente per riconoscere la Dead Internet Theory?

Il «dead internet» non è più solo una teoria

Negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione su un fenomeno che alcuni definivano marginale: l’idea che gran parte del traffico e dei contenuti online non siano frutto dell’attività umana, ma generati automaticamente. Oggi questa ipotesi, nota come dead internet o teoria del web morto, riceve conferme sempre più concrete da ricerche, analisi del traffico e indagini giornalistiche.

Cos’è la dead internet theory

La teoria del web morto sostiene che una quota consistente di pagine, post e interazioni online sia prodotta da bot, reti di account automatizzati e sistemi di intelligenza artificiale. Questi attori automatizzati genererebbero contenuti ripetuti, manipolerebbero metriche di popolarità e renderebbero difficile distinguere tra attività umana autentica e segnali artificiali.

traffico falso intelligenza artificiale online
Rappresentazione visiva della Dead Internet Theory e del traffico generato dai bot.

Segnali e dati che fanno riflettere

Diversi indicatori hanno alimentato il dibattito:

  • Aumenti ricorrenti di traffico senza corrispondenti picchi di interesse reale.
  • Contenuti riprodotti con pattern riconoscibili tipici di generazione automatica.
  • Crescita di account e pagine che pubblicano grandi volumi di contenuti a bassa interazione umana.
    Questi elementi hanno spinto analisti e ricercatori a studiare più a fondo fenomeni di disinformazione, spam e traffico web falso.

La cosiddetta Dead Internet Theory (in italiano teoria del web morto) descrive il crescente dominio di contenuti generati da bot e intelligenza artificiale online.

Come si genera il traffico falso

La produzione di traffico e contenuti automatici avviene tramite più strumenti: bot farm, script di automazione, reti di account social programmati e sistemi di content generation basati su modelli di AI. Questi strumenti possono essere usati per:

  • Incrementare artificialmente la visibilità di articoli e prodotti.
  • Manipolare trend e algoritmi di raccomandazione.
  • Diffondere disinformazione o messaggi pubblicitari su larga scala.

Impatti su utenti, piattaforme e giornalismo

L’espansione di contenuti auto-generati influisce su vari livelli:

  • Gli utenti rischiano di ricevere informazioni distorte o ripetitive, compromettendo la qualità dell’esperienza online.
  • Le piattaforme vedono compromessa l’efficacia dei loro algoritmi di raccomandazione e la fiducia del pubblico.
  • Il giornalismo e le fonti affidabili devono competere con un volume elevato di contenuti superficiali, con ricadute sulla credibilità dell’informazione.
bot automazione contenuti digitali
L’impatto dell’intelligenza artificiale sul web e la diffusione di contenuti automatizzati.

Perché non è più solo una teoria

Studi tecnologici e indagini indipendenti hanno documentato l’esistenza di reti automatiche e comportamenti ripetuti che non coincidono con l’attività umana. L’evoluzione dei modelli di intelligenza artificiale ha inoltre abbassato la soglia di ingresso per la creazione di contenuti automatizzati, amplificando il fenomeno e rendendolo più pervasivo.

Misure di contrasto e responsabilità delle piattaforme

Per limitare gli effetti del traffico web falso e dei contenuti generati automaticamente, le misure possibili includono:

  • Maggiori investimenti delle piattaforme in rilevamento di bot e automazione malevola.
  • Trasparenza sulle origini dei contenuti e sulle pratiche di moderazione.
  • Strumenti per gli utenti che segnalino e filtrino contenuti sospetti.
  • Norme e regolamentazioni che richiedano responsabilità e reporting da parte dei grandi operatori del web.

Cosa possono fare gli utenti

Gli utenti possono adottare alcune pratiche per orientarsi:

  • Verificare fonti e autorevolezza prima di condividere contenuti.
  • Osservare pattern di pubblicazione sospetti (volumi elevati, linguaggio ripetuto).
  • Usare strumenti di fact-checking e fonti indipendenti per approfondire notizie rilevanti.

Uno scenario digitale in evoluzione

Il fenomeno noto come dead internet sta evolvendo da curiosità teorica a questione concreta che interessa la qualità dell’informazione, la fiducia nelle piattaforme digitali e la salute dell’ecosistema online. Contrastare il problema richiederà sforzi congiunti di tecnologia, regolamentazione e responsabilità degli utenti per ridurre il peso del traffico web falso e preservare contenuti autentici e verificabili.