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Amazon e Google rivoluzionano la casa intelligente con l’IA

| 7 Ottobre 2025

Amazon e Google ridisegnano la casa intelligente con Alexa+ e Gemini, segnando l’inizio di una nuova era dell’intelligenza artificiale domestica.


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  • Come cambierà la casa intelligente con Alexa+ e Gemini?
  • Gli utenti accetteranno di pagare per l’IA domestica?
  • Cosa farà Apple per recuperare terreno?

Amazon e Google rivoluzionano la casa intelligente: addio ad Alexa e Google Assistant “classici”

La competizione per il controllo della casa intelligente ha preso una direzione inaspettata. Amazon e Google hanno presentato simultaneamente i loro nuovi dispositivi, un evento raro che sottolinea la corsa di entrambe le aziende a ridefinire la propria offerta tecnologica. Ma più dei nuovi altoparlanti intelligenti o smart display, la vera notizia è la fine delle versioni tradizionali di Alexa e Google Assistant.

Una nuova era per gli assistenti digitali

La nuova generazione di assistenti vocali non punta più a rispondere a semplici domande o ad accendere una luce. Le due aziende stanno ora investendo in modelli di linguaggio avanzati, capaci di sostenere conversazioni naturali e comprendere meglio il contesto delle interazioni quotidiane. È un cambio di paradigma che segna la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova visione per la casa connessa.

Questo cambiamento non riguarda solo la tecnologia, ma anche il modello di business. Le funzioni di intelligenza artificiale avanzata (IA) passano da semplici accessori a servizi premium legati a abbonamenti mensili, aprendo interrogativi sulla disponibilità degli utenti a pagare per funzionalità che in passato erano incluse gratuitamente.

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Amazon e Google presentano i nuovi assistenti vocali con intelligenza artificiale per la casa intelligente.

I nuovi dispositivi: Echo Dot Max e Gemini for Home

Amazon ha presentato i nuovi Echo Dot Max, Echo Studio e la rinnovata linea di Echo Show, mentre Google ha svelato le nuove Nest Cam, Nest Doorbell, un altoparlante migliorato e l’app aggiornata Google Home. Tutti questi dispositivi fungeranno da accesso ai nuovi assistenti conversazionali Alexa+ e Gemini for Home.

A differenza dei modelli precedenti, questi sistemi non si limitano più a eseguire comandi specifici. Ora possono interpretare le intenzioni dell’utente, creare automazioni personalizzate e fornire risposte contestuali. Per esempio, invece di limitarsi a rilevare un movimento davanti a una videocamera, saranno in grado di segnalare che qualcuno ha lasciato un pacco alla porta.

L’intelligenza artificiale diventa un servizio in abbonamento

La vera rivoluzione è anche economica. I nuovi assistenti saranno disponibili tramite piani di abbonamento mensile compresi tra 10 e 20 dollari, spostando il centro dei ricavi dal dispositivo hardware al servizio di intelligenza artificiale.

Questa trasformazione nasce dai costi elevati di mantenimento dei modelli di linguaggio, che richiedono una complessa infrastruttura per funzionare in tempo reale. L’abbonamento rappresenta quindi il modo più diretto per sostenere lo sviluppo continuo dell’IA, anche se resta il dubbio sulla disponibilità dei consumatori a pagare regolarmente per funzioni che un tempo erano gratuite.

La nuova era dell’IA domestica: Alexa+ e Gemini for Home cambiano il modo di vivere la casa connessa.

Il tramonto degli assistenti vocali tradizionali

Per anni, Alexa e Google Assistant hanno avuto un ruolo limitato: riprodurre musica, impostare sveglie o fornire informazioni meteo. Tuttavia, con l’avvento dell’intelligenza artificiale conversazionale dal 2022, quel modello è diventato obsoleto. Gli utenti, abituati a esperienze più ricche grazie a strumenti come ChatGPT, hanno iniziato a percepire gli assistenti vocali classici come troppo semplici.

Oggi, Amazon e Google cercano di ridefinire l’utilità dei dispositivi domestici intelligenti, dimostrando che possono essere molto più di un altoparlante nella cucina o nel salotto. Il vero ostacolo, però, sarà cambiare la percezione del valore di questi prodotti agli occhi del pubblico.

Apple resta indietro nella corsa alla casa intelligente

Mentre Amazon e Google accelerano verso una IA conversazionale in abbonamento, Apple rimane più cauta. Siri continua a offrire funzioni limitate, e sebbene l’integrazione parziale di ChatGPT in alcuni dispositivi mostri un tentativo di modernizzazione, i suoi HomePod non hanno subito aggiornamenti significativi.

Questa mancanza di evoluzione rafforza la sensazione che Apple sia rimasta indietro nella corsa all’intelligenza artificiale domestica, lasciando ad Amazon e Google il vantaggio nel plasmare il futuro della smart home